Immuni App (Covid-19)

E’ Disponibile al download l’ App Immuni nei principali store :

Apple Store ( Dispositivi iOS ) e Play Store ( Dispositivi Android ).

Immuni è l’App nata per monitorare e contenere la diffusione del Covid-19,

si basa su una versione della tecnologia per la trasmissione di dati senza fili Bluetooth (BLE), simile a quella che consente a un paio di cuffie wireless di collegarsi al proprio smartphone.

Dopo averla scaricata e avviata, Immuni non richiede molte interazioni, a parte concederle di utilizzare il Bluetooth. Ogni giorno, l’applicazione genera una chiave alfanumerica (lettere e numeri) sulla base della quale produce un codice identificativo (ID), che viene poi emesso dallo smartphone tramite il Bluetooth per circa 15 minuti. Alla scadenza dell’ID, Immuni provvede a generarne uno nuovo, sempre legato alla stessa chiave nota solo all’applicazione. In questo modo diventa praticamente impossibile per un utente malintenzionato risalire da un ID a uno specifico smartphone.

Gli smartphone che hanno Immuni e che entrano in contatto tra loro (per esempio perché i loro proprietari si fermano sulla stessa panchina al parco o fanno la fila nello stesso supermercato) si scambiano gli ID e registrano l’informazione esclusivamente nella loro memoria, senza inviare il dato a nessun altro. Con un buon grado di approssimazione, l’app calcola anche la distanza minima raggiunta con gli altri smartphone e il tempo di permanenza in loro presenza: due informazioni importanti per stimare se l’avvicinamento a una persona che si è poi rivelata positiva fosse sufficiente per rischiare di rimanere contagiati. Immuni non registra mai la propria posizione geografica, né la condivide con altri: si basa esclusivamente sulla prossimità tra gli smartphone.

Ma vediamo nel dettaglio un esempio Pratico:

Luca si siede sulla panchina alla fermata del bus dove è seduta Paola, che non conosce: lui sta ascoltando un po’ di musica, lei è in una conversazione al telefono. Dopo una ventina di minuti, Paola chiude la conversazione, arriva il suo bus e va via. Il giorno dopo inizia a sentirsi poco bene, ha qualche linea di febbre e difficoltà a respirare, il suo medico le prescrive un test tramite tampone per verificare l’eventuale presenza del coronavirus.

Paola effettua il test, passa un giorno e viene contattata da un operatore sanitario che l’avvisa di essere risultata positiva e che dovrà rimanere in isolamento a casa, avendo cura di segnalare al medico l’eventuale peggioramento dei sintomi.

L’operatore propone poi a Paola, che aveva già installato Immuni, di usarla per segnalare il suo caso, in modo che possano essere avvertite le persone incrociate nei giorni precedenti e con l’app sui loro smartphone.

Paola acconsente, l’operatore le chiede di leggerle un codice che genera l’applicazione (nella sezione “Caricamento dati”), di fornire la provincia in cui vive e indicativamente il giorno in cui ha iniziato ad avere i sintomi.


Queste informazioni vengono inviate dall’operatore al centro dati, dopodiché Paola ha circa due minuti per premere il tasto “Verifica” sulla sua Immuni, in modo che l’app possa confermare la corrispondenza con il codice inserito dall’operatore e possa avviare il trasferimento delle chiavi che aveva generato nei giorni precedenti (quelle che servono per produrre gli ID ogni 15 minuti). Nessun dato personale o riconducibile a Paola viene trasmesso e caricato.

Mentre Paola è a casa a letto con la febbre, Luca è a passeggio ignaro di tutto. Come ogni giorno, la sua app Immuni si collega al centro dati e chiede l’elenco delle chiavi caricate dalle app dalle persone risultate positive negli ultimi giorni, come Paola. Scaricata la lista delle chiavi, Immuni verifica eventuali compatibilità con gli ID che aveva captato dagli smartphone delle persone con cui era entrato in contatto Luca. Trova una corrispondenza con una chiave (quella di Paola) e attiva quindi una notifica che Luca vede sullo schermo del suo telefono: Immuni gli segnala di essere entrato in contatto con qualcuno poi risultato positivo e che poteva essere contagioso. Luca non saprà mai che fosse Paola la persona contagiosa, ciò che conta è altro: che sappia di essere stato esposto, che applichi qualche precauzione in più e che consulti un medico.

In sostanza più smartphone avranno Immuni attiva maggiori saranno le probabilità di avere qualche effetto positivo.

Scarica qui sotto Immuni dai Principali Store:

     

 

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